Non si torna in luoghi già visti (se non a distanza di anni e se ne vale la pena). Questa è una delle poche regole che seguo nella mia vita. Ho intenzione di girare più o meno tutto il mondo, per questo scelgo sempre mete nuove, posti che non conosco, perché viaggiare arricchisce molto di più se si scoprono luoghi sconosciuti.

La mia eccezione alla regola, però, è la regione dello Champagne-Ardenne, in Francia: 220 km di estensione coltivati a champagne. What else?

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Definitivamente IL posto; quello in cui amo perdermi e anche il solo sapere di andare mi fa subito stare bene.

La prima volta fu grazie al mio compagno: per i 30 anni mi regalò 4 giorni tra vigne e castelli in una romantica fuga dalla routine romana. Il risultato di quel viaggio pazzesco fu che, in 4 anni, ci siamo già tornati 3 volte: ormai per noi è come casa. A giugno di ogni anno io e lui partiamo per il nostro posto, a volte da soli, a volte con gli amici più cari, ogni volta è diversa dalla precedente, ma sempre indimenticabile.

La Francia, per me, è come una cara amica per la quale si prova un’attrazione magnetica: non potrei stare lontana dalle sue campagne, dai paesaggi, dai vini, dai formaggi, da quel fantastico accento neanche se lo volessi. Nessuno mi sa accogliere meglio di lei, mi aspetta ogni anno con gli stessi profumi delle sue rinnovate vigne, i panorami mozzafiato, l’eccellente cucina e la sua tranquillità. E’ un dichiarato e spassionato amore, il mio.

Per questo oggi voglio raccontarvi di questa terra incantata e degli scenari mozzafiato, delle strade che fiancheggiano i vigneti più nobili del mondo, della visita a cantine sotterranee lunghe chilometri e dell’eccezionale ricchezza enogastromica.

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Il nostro viaggio inizia sempre con un volo per Orly e una macchina a noleggio. Di solito partiamo con il volo dell’alba per essere in macchina direzione Champagne intorno alle dieci.

Il primo abbraccio lo riceviamo appena arriviamo a Etoges: soggiorniamo sempre allo Chateau d’Etoges, un bellissimo antico castello con il parquet che scricchiola e le porte antiche, i letti a baldacchino e le tappezzerie stile Maria Antonietta. La vista dalle stanze al piano superiore è sui verdi prati che circondano il castello e dove si vedono spesso girare le oche! Anche la rinnovata Orangerie è molto carina, ma io preferisco sempre dormire nell’edificio principale, magari in una delle torrette, così posso scendere la scalinata come una principessa!

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Un bellissimo assaggio di come sono i paesaggi lo si ha già percorrendo i villaggi nelle vicinanze del castello. A noi piace non avere un programma preciso, salvo qualche visita alle cantine che scegliamo prima di partire: alcune devono essere prenotate in anticipo o perché sono piccole e devono organizzarsi o perché sono grandi e si rischia di non trovare posto.

Noi siamo soliti usare solo la mappa che forniscono gli hotel della zona (senza usare il navigatore che ci riporta alla mente fretta e caos) e che contrassegna in modo molto preciso la Route du Champagne, indicando ogni piccolo villaggio che fa parte della regione: in questo modo ci fermiamo ovunque ci ispiri in piena libertà!

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Etoges si trova a est di Parigi e a sud (quasi alla fine) della regione dello Champagne: è un buon punto di base per visitare la regione ma se preferite rimanere un pò più centrali per limitare gli spostamenti (soprattutto la sera per cena) potete soggiornare a Dizy dove c’è un delizioso e nuovissimo b&b che si chiama “Clos de Mont Rouge“, curato e romantico. A circa 50 km dall’hotel si trova L’Epine, un delizioso villaggio la cui cattedrale è patrimonio dell’UNESCO: potete fare una sosta lì prima di raggiungere Chalons en Champagne, distante 8 km circa da L’Epine. La visita della cattedrale di Notre Dame (anche questa patrimonio dell’UNESCO) e del villaggio possono precedere anche il giro in battello sulla Marna (i punti di partenza per la crociera sul Marna sono vari ma conviene Chalons en Champagne in modo da rientrare poi direttamente con l’autostrada a Etoges).

Se, invece, siete impazienti di scoprire la vera essenza della regione dello Champagne, allora dovete recarvi, senza perder tempo, nelle due principali cittadine della Regione: Epernay e Reims.

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Entrambe molto carine, piccole e raccolte, si girano a piedi e possono riservarvi piacevoli soprese come le feste cittadine (ad esempio la rievocazione storica a Reims) o i mercati che occupano tutta la città e dove potete mangiucchiare ostriche, formaggi e perfino hotdog. A fine giugno, poi, organizzano la “Champagne in fete” con eventi, sagre e degustazioni ad hoc in tutta la Regione.

Rispetto a Epernay, Reims assomiglia di più a una vera e propria città con bei negozi e viali larghi, piccoli scorci su vie tipiche francesi e la bellissima basilica di Notre Dame, che è anche patrimonio dell’Unesco. Qui si sente meno l’atmosfera dello Champagne che, invece, pervade Epernay, ma la città merita una visita, anche solo per la cattedrale e per comprare tre delizie gastronomiche tipiche: le lenticchie, i biscotti rosa e la senape di Reims. Guardando Notre Dame a sinistra c’è un bel negozietto con l’insegna di legno rossa e qualche tavolino fuori. Vi sembrerà turistico ma entrate: ha buoni prodotti a prezzi onesti!

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Evitate i ristoranti sul corso di Reims: sono turistici nella peggiore accezione esistente. Se volete sgranocchiare qualcosa, andando dritto dal negozietto di cui vi parlavo dando le spalle alla chiesa, troverete una piazzetta con alcuni localini: uno di questi fa bagel e baguette da paura!

Se, invece, volete dedicarvi un pranzetto gourmet, non potete non andare alla Brasserie Le Jardin, appena fuori dal centro: è il locale cheap dello stellato Le Crayeres. Si mangiano piatti più basici e più accessibili del fratello caro, in un bellissimo dehors con vista sull’hotel.

A Reims, troverete alcuni tra i produttori di champagne più importanti di Francia: Ruinart; Krug; Pommery; Veuve; Louis Roederer; Taittinger; Piper; Mumm; Paillard, Heidsieck, hanno tutti residenza qui. E la maggior parte delle volte questa “residenza” è un castello con decine di acri di terreno intorno.

Informatevi prima sul sito della maison se è possibile fare una visita guidata, ma non stupitevi se vi risponderanno di no: molti aprono solo agli addetti ai lavori e non fanno eccezioni. Noi, in una delle volte che siamo stati a Reims, abbiamo visitato Veuve Cliquot. Le cave sono belle, lunghe chilometri, ma la visita non è affatto economica, 50 euro vanno via che è un piacere; se poi, a fine visita, fate anche la degustazione (che non è inclusa) il prezzo sale.

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Vi consiglio di scegliere una, due al massimo, di grandi cantine da visitare: sono belle e vi fanno capire quanto lavoro c’è dietro la produzione di questo nettare, ma nascondono (anche poco) un lavoro di marketing notevolissimo che in quelle zone, fatte di calma e piccoli produttori e così lontane dal caos metropolitano, stona un pò.

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Se, invece, non volete pranzare a Reims perchè avete voglia di scoprire qualche altro paesino, andate a L’Assiette Champenoise a Tinquex (a 3 km da Reims) per un buon piatto di formaggi accompagnati da una flute de champagne. A proposito della flute, una digressione è d’obbligo: la flute non è il bicchiere giusto per servire lo champagne. Quello perfetto è il calice a tulipano (che troverete ovunque) perchè permette allo champagne di decantare senza che perda tutti i suoi profumi (come accadrebbe in un calice con il finale troppo svasato). Ok, lezione terminata, scusate ma è più forte di me, impazzisco quando vedo lo champagne servito nelle care e vecchie flutes anni ’90.

Tornando al nostro giro, nei dintorni di Reims ci sono molti paesini in cui vale la pena fermarsi, come Bouzy o Ambonnay in cui troverete cantine molto interessanti: lasciatevi ispirare! Il bello di questo viaggio è che non c’è un programma determinato, non ci sono rotte da seguire o attrazioni da vedere. Qui l’attrazione sono le vigne e quelle potete vederle dalla macchina, a 2 mt da voi, scendere e fotografarle come e quando vorrete!

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Se vi va di spendere qualcosina in più per cena, vi consiglio il ristorante Les Avises, ad Avize, a circa 20 km da Etoges. E’ il ristorante di uno dei produttori di champagne migliori di Francia: Jacques Selosse.

I suoi champagne sono famosi in tutto il mondo – soprattutto i blanc de blancs – (sono meno commerciali delle classiche cantine anche perchè la produzione è inferiore): se volete assaggiarli prima di comprarli non avete altro modo che andare da lui a cena. Infatti, la maison non fa degustazioni, se non per gli addetti ai lavori.

Il ristorante, però, vi piacerà: nel salotto del piccolo boutique hotel che ha messo su, tra divani e piccoli cani come soprammobili, si cucina un menù raffinato e limitato ai prodotti di stagione, con poche scelte scritte sulla porta lavagna della cucina a vista.

Un’alternativa (un pò meno di nicchia ma raffinata) è il ristorante Les Grains D’argent a Dizy, sulla strada per Etoges da Reims. Da fuori vi sembrerà poco grazioso, ma all’interno troverete una bella atmosfera. Chiedete il tavolo vicino alla vetrata e assaggiate il pane con il burro!

La route du champagne, che passa tra le vigne, vi porterà in paesini deliziosi dove troverete piccoli produttori locali: fermate la macchina quando vedete lavagne con scritto “ouvert“, significa che potete assaggiare i loro prodotti, direttamente a casa loro. Ricordo che una volta bussai in una casa per fare una degustazione e trovai la proprietaria intenta a mangiare una zuppa: mise da canto tutto e ci fece fare una degustazione carinissima.

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A questo proposito, due tips: nei piccoli villaggi raramente troverete persone che parlano inglese, però sono molto gentili e comprensivi con il francese scolastico; inoltre, molto spesso le degustazioni non si pagano ma il costo delle bottiglie è molto più basso che in Italia quindi, se volete, acquistarle non sarà un problema. Potete comprarle e spedirle fino a un massimo previsto dalla legge, alcuni produttori hanno l’esclusiva in Italia, ma a quel punto non c’è più molta convenienza a comprarli in Francia.

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Reims dista da Epernay circa una mezz’ora, che poi si trasformerà in ore perchè, già lo so, vi fermerete ad ammirare e a degustare infinite volte. Prima o poi, però, ci arriverete in questa bomboniera e dovrete visitarla.

Epernay si sviluppa intorno alla piazza principale e alla bellissima Avenue du champagne, una strada in cui si trovano le sedi delle principali maison du champagne che non hanno scelto Reims come “casa”. Qui, ad esempio, c’è Moet & Chandon. La riconoscerete subito perchè nella piazzetta antistante l’ingresso c’è la statua di Dom Perignon (sì, la maison è la stessa!), il monaco benedettino a cui si deve l’invenzione dello champagne, se così vogliamo dire.

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Visitare le cave di Moet è un’esperienza che consiglio sempre: è vero che è una grande maison ma la visita, secondo me, è stata più interessante rispetto a quella in Veuve. Le cave sono bellissime, molto curate, inoltre le informazioni che vi vengono date riguardano non solo la maison (come troppo spesso avviene) ma l’intera regione. Scoprirete così che piccoli appezzamenti di terra coltivata a champagne posso costare anche milioni di euro, dipende dalle uve coltivate.

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E qui, permettetemi una piccolissima digressione che riguarda le uve e che determina la qualità (oltre al prezzo) del nettare che tutto il mondo invidia alla Francia. Gli champagne si differenziano in Cru, Premier Cru e Grand Cru, dove i Grand Cru sono gli champagne più pregiati che vengono pagati al 100% del loro valore e vengono prodotti in appena 17 villaggi della regione. I premier Cru sono invece prodotti in 41 villaggi e i Cru in ben 255. Ciò per dare l’idea di come i Grand Cru siano pochi rispetto alla richiesta. Intendiamoci, anche i premier cru e i cru sono champagne di tutto rispetto.

Una ulteriore classificazione riguarda le uve che compongono lo champagne: 100% uve chardonnay fanno il c.d. blanc de blacs (il nostro preferito), troverete poi champagne fatti da pinot noir e pinot meunier insieme a uve chardonnay. Blend o purezza che preferiate è un grand bel bere!

A Epernay trovate molti ristoranti in cui vale la pena cenare! Tra questi, il mio preferito in cui non manchiamo mai di andare, è La Grillade Gourmande. Nel periodo più fresco vi farà cenare nella sala interna, dove domina un grande camino in cui vengono cucinati alcuni piatti eccezionali. In estate, invece, c’è un grazioso e silenzioso dehors in cui è possibile cenare. Unico tip: prendete i formaggi al posto del dessert, il loro carrello è grandioso!

Se avete tempo e voglia (anche per staccare un pò dal giro per cantine), potete visitare Hauteviller, un piccolo paesino famoso per l’abbazia dove Dom Perignon inventò (per fortunate coincidenze e molto intuito) lo champagne. Nel tragitto, fermatevi lungo la strada in salita (il villaggio è un pò più su rispetto alle zone che girerete) e fotografate quel meraviglioso paesaggio fatto di vigne e vigne e ancora vigne.

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Ogni tanto vedrete delle pietre miliari con il nome di qualche produttore di champagne: quelle pietre servono a indicare che i vigneti appartengono alla maison indicata. Non vi stupite se le vigne sono prive di recinsioni o se ne nessuno sta lì a controllarle: sono persone molto civili e non troverete nessuno passeggiare tra le vigne anche solo per farsi una fotografia (anche perchè credo che si rischerebbe il linciaggio considerato quanto vale ogni singolo acino d’uva).

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Ogni anno, il nostro viaggio si conclude nel meraviglioso Chateau d’Augerville, un bellissimo hotel vicino Fontainebleu, a sud di Parigi. Io amo la tranquillità di quel posto, prendere un aperitivo affacciata sui campi da golf e cenare in tranquillità con la loro ottima cucina. Quando soggiorniamo lì, siamo soliti anche cenare nell’ottimo ristorante dell’hotel, non solo perchè nei dintorni non c’è granchè ma anche e soprattutto perchè arrivati alla fine del viaggio vogliamo dedicare del tempo a noi, facendoci coccolare!

Questa sosta, inoltre, ci serve per arrivare facilmente a Fontainebleu, un villaggio che adoriamo. Non siamo più nella regione dello champagne, ma troverete ugualmente un’ottima offerta enograstronica. Lì potrete, inoltre, visitare il castello di Fontainebleu, i cui giardini all’italiana e le stanze interne sono da lasciare senza fiato. Vi dimorarono sovrani francesi in quantità, oltre al mitico Napoleone.

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Potete anche noleggiare una carrozza e fare il giro dei giardini a cavallo, molto francese! Il villaggio di Fontaineblue è adorabile, troverete chocolaterie e fromagerie di livello. Noi facciamo sempre incetta di formaggi che portiamo nel bagaglio a mano (potrebbero farvi storie per quelli a pasta molle, fate attenzione). Inoltre, nella piazzetta principale del villaggio, c’è un minuscono baracchino che fa le più buone crepes che abbia mai mangiato!

Se alla visita storico/gastronomica preferite quella ludica, sappiate che sulla route per Parigi, proprio in quella direzione, si trova Eurodisney, potete quindi pensare di fare una sosta lì, dormendo nel bellissimo hotel all’interno del parco (quello che sembra il castello della Bella addormentata nel bosco!).

Il nostro viaggio finisce sempre con l’acquisto di bagagli per portare in Italia le mille cose comprate nel nostro giro e tanta felicità mista a bollicine!

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