Al rientro dal Giappone ho gli occhi ed il palato « carichi di meraviglie » !!!
La cucina giapponese e’ cosi varia e cosi ricercata pur essendo semplice nell’utilizzo dei prodotti!
Oltre all’enorme offerta di sushi, sashimi e delle specialità a noi italiani più note, ve ne sono tantissime altre e quella che vorrei raccontare oggi è la cucina Teppanyaki e con essa l’eccellenza dei prodotti che vi si preparano.


Il Teppanyaki e’ una piastra sulla quale si mettono a cucinare gli ingredienti crudi. Questa speciale piastra fa parte del tavolo stesso attorno al quale sono seduti tutti i commensali , che vengono serviti dallo Chef munito di forchette, spatole e cucchiai abbastanza lunghi per poter raggiungere i piatti con le meraviglie preparate.
Viene preparato di tutto sul teppanyaki, dalle verdure al riso, alle croccanti chips di aglio che fanno da contorno ad un vero mito della gastronomia mondiale: il manzo di Kobe ( Wagyu = bovino giapponese).


Tanto famoso per il suo sapore , l’aspetto marmorizzato e la tenerezza , dovuti alle venature intramuscolari di grasso, distribuito appunto all’interno del muscolo e non intorno ad esso. Il calore della piastra fa sciogliere il grasso rendendo la carne quasi burrosa e dal sapore davvero speciale.


Tante leggende ruotano attorno al Wagyu beef come quella che vede le mucche giapponesi massaggiate con il sakè, ascoltando musica classica (per distenderne i muscoli) e abbeverate con la birra, ma la realtà è che l’alimento principale di questi animali preveda solo del grano e la birra viene utilizzata quando non hanno fame per invogliarli a mangiare di più.
In un ristorante Giapponese un chilo di una ribeye steak di Kobe si può arrivare a pagare anche 1.000 euro, tali prezzi così elevati sono giustificati dalle tecniche di lavorazione adottate ma, soprattutto, dalla storia secolare del prodotto.
Per secoli mandrie di manzi Wagyu sono state isolate per motivi naturali nelle regioni delle montagne giapponesi, e questo ha fatto si’ che la riproduzione fosse altamente selettiva, limitando al massimo incroci con altre mandrie e avendo tecniche di alimentazione ben circoscritte.
Il patrimonio genetico di questa antichissima razza è dunque della Provincia di Tajima (Prefettura di Hyogo, come più spesso si sente) di cui Kobe è la capitale. Quindi per i Giapponesi scrupolosi solo le mucche che nascono, vengono allevate e macellate nella prefettura di Hyogo possono considerarsi di purissima razza Kobe. Il bovino deve quindi avere queste origini per essere chiamato di Kobe, marchio registrato e depositato in Giappone. .

Sono tante le marche di cucine all’avanguardia che ormai aggiungono anche le piastre teppanyaki al proprio « assemblaggio », perfar si che anche nei nostri ristoranti o addirittura a casa ci si possa dilettare con questa tecnica che esalta i sapori dei prodotti in maniera del tutto unica !

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