Matera è un grande labirinto verticale. Questo è il paesaggio dentro il quale l’uomo ha vissuto con fatica fin dalla preistoria, oggi città della Lucania che nel 2019 sarà Capitale Europea della Cultura.

Passare qualche giorno in questa affascinante città della Basilicata è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Lo raccomanda anche il New York Times che ha inserito Matera tra le mete mondiali del turismo per il 2018.

Matera

È una città da “conquistare” ma che a sua volta conquista tanto facilmente quanto profondamente perché ci porta in un tempo in cui l’uomo viveva la sua terra  sfruttando le poche risorse disponibili in modo sostenibile.

Matera

La prima cosa che consiglio di fare giunti a Matera è andare ad ammirare un meraviglioso quadro esposto a Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale di Arte Medioevale e Moderna della Basilicata. Lucania 1961 è un polittico di Carlo Levi realizzato per le celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia.

Levi, l’autore di Cristo si è fermato a Eboli, era anche un pittore e in questo dipinto racconta Matera, le sue genti, la sua difficile vita fisica, sociale e culturale. Descrive Matera con colori e pennellate in modo così intimo e profondo, che, usciti dal museo, la visita alla città si tingerà di altre luci, altri sentimenti.

Ciò che colpisce di Matera è il paesaggio della luce, un bagliore diffuso prodotto dal riverbero di quello che erroneamente è chiamato tufo ma che in realtà è una pietra, la calcarenite nella quale sono scavati i Sassi.

Matera

Ma è il cielo, oltre a un’orografia drammatica, l’altro protagonista del paesaggio di questa città. Un cielo intenso solcato da nuvole che cambiano velocemente forma dentro una luce che in pochi luoghi ho visto così espressiva.

Matera

La città è una tra le più antiche al mondo, un luogo abitato fin dall’età paleolitica e oggi al centro del grande Parco della Murgia, un parco nel quale archeologia, storia e natura costruiscono dei bellissimi sentieri di visita ma anche occasione di percorsi per gli appassionati di trekking e jogging.

Per capire la città bisogna capire la sua orografia. Matera nasce in un’area carsica solcata da due gravine, profonde gole provocate dall’erosione dell’acqua, un territorio dentro il quale l’uomo ha trovato rifugio per sé e il suo bestiame. Le grotte naturali, antico rifugio, nel tempo sono state trasformate con l’aggiunta di volumi, diventando case terrazzate a più piani.

Matera

In questa fascia pre-desertica era importante realizzare un sistema d’intercettazione delle acque, sistema che nel tempo è stato costruito da condotte, pozzi, neviere, e soprattutto, dai palombari, le cisterne per recuperare e conservare l’acqua potabile.

Nella piazza Vittorio Veneto potete visitare il Palombaro Lungo, una delle cisterne più grandi che approvvigionava buona parte del Sasso Barisano, un serbatoio dalle pareti alte quindici metri e fino a poco tempo fa addirittura navigabile.

Un sistema delle acque così importante da costituire il fulcro stesso dello spazio esterno delle abitazioni. Il vicinato, è la piazzetta con un pozzo al centro, sulla quale si affacciano le abitazioni, il luogo nel quale le famiglie, soprattutto le donne, si ritrovavano in quello che poteva considerarsi un altro spazio domestico, questa volta condiviso con i vicini.

Matera

La città però prende forma nel primo Medioevo con la costruzione della cittadella fortificata, la Civita, che oggi completa il centro storico con i due Sassi, il Sasso Barisano esposto a nord-est in direzione di Bari, e il Sasso Caveoso, esposto a sud.

Matera-da-riqualificare

Durante tutto il Medioevo poi la città accolse piccole comunità orientali emigrate dall’Asia Minore in seguito all’Iconoclastia. Queste genti si mescolarono a loro volta quelle già presenti; le grotte quindi divennero così oltre che rifugio, anche luogo di preghiera e di culto.

 

Più di centocinquanta chiese rupestri, tra le più belle che abbiamo in Italia, è il grande patrimonio che la città offre ai turisti, complesso al quale si aggiungono conventi, cripte rupestri, cenobi, monasteri e palazzi nobili, un’immensa ricchezza architettonica che nel 1993 ha fatto entrare Matera nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Matera - chiese-rupestri

Oggi Matera, dopo gli anni dell’abbandono e simbolo negativo dei problemi del Mezzogiorno, è una “città laboratorio” che cerca il suo riscatto attraverso un nuovo “racconto”, perché è vero, “un luogo esiste solo se raccontato”.

Matera-e-gli-alberghi-diffusi

Informazioni pratiche

  • cosa portare con sè

scarpe comode e/o da trekking ma soprattutto è indispensabile una guida con cartina. Vi consiglio Conoscere Matera. Itinerari nei Sassi e nella città antica di Nicola D’Imperio perché vi farà visitare 13 itinerari diversi descritti con schede informative dettagliate.

  • come arrivare in treno

Perché il treno? Perché la macchina non vi serve se dovete visitare solo la città.

Matera ha una stazione che è collegata solo dalla linea ferroviaria Appulo Lucana. Da Bari il treno impiega circa 90 minuti

in treno si può arrivare con Italo alla Stazione di Salerno e si prosegue poi con il servizio Italobus

oppure si può arrivare con un treno FS alla stazione di Bari dove si può prendere un autobus Flixbus, una linea low cost di servizio extra urbano che vi porterà alla periferia della città (circa un’ora di tragitto)

in aereo invece potete scendere all’aeroporto di Bari Palese e prendere poi una navetta per la stazione di Bari

  • cosa vedere (assolutamente)

l’ipogeo Mater Sum, un complesso ipogeo di 1200 mq a 12 metri sotto il livello della strada

la piazza del Sedile, la piazza principale dei materani fino al 1800.

il Parco scultura La Palomba, appena fuori Matera, sulla Statale 7, una cava trasformata in un museo contemporaneo a cielo aperto

la Casa Cava, un teatro ipogeo dentro una casa a pozzo

il Musma, il museo della scultura contemporanea a Palazzo Pomarici

e poi le tante e bellissimi chiese e in particolare

la Chiesa di San Giovanni Battista, splendido esempio di architettura romanica con influenze arabe e aggiunte gotiche. È stata la prima chiesa costruita fuori dalle mura medievali

  • viste panoramiche

Matera ha tante prospettive da contemplare e quindi tanti belvedere, terrazze, scalinate che si aprono sui diversi paesaggi della città.

Belvedere piazza del Duomo con vista sul Sasso Barisano

Piazza San Pietro Caveoso con vista sulla Gravina

Belvedere piazzetta Pascoli con vista sul Sasso Caveoso

Belvedere Luigi Guerricchio a piazza Vittorio veneto con vista sul Sasso Barisano

Affaccio da via Santa Cesarea un affaccio sulla Civita

Belvedere via d’Addozio Convento di Sant’Agostino

e infine per vedere Matera in tutto il suo skyline, soprattutto di notte e al tramonto, il belvedere di Murgia Timone

  • dove dormire

Sono tantissime e diverse le offerte di soggiorno, alcune molto particolari per la possibilità di dormire dentro i Sassi

Io ho dormito a Le Monacelle (via Riscatto 9 dietro la Cattedrale), un ex convento del 1500 di monache di clausura che oltre ad avere delle spaziose camere ha anche un ostello, sale per convegni, una chiesa e una serie di terrazze panoramiche con vista sulla Murgia e sulla città

  • cosa comprare

naturalmente oggetti dell’artigianato locale tra cui:

un gadget da amante della cucina, un timbro in legno per marchiare il pane, lo potete personalizzare con un disegno o con le vostre iniziali.Ogni famiglia della città aveva il suo timbro con il quale segnare il pane che era cotto in forni comuni. Questi timbri li potete comprare nell’atelier di Massimo Casiello in Via San Francesco da Paola Vecchio 15

Il Cucù, il fischietto magico a forma di gallo in terracotta dipinta. Il suo suono scacciava i demoni. È anche simbolo di prosperità e regalato agli sposi come segno di buon augurio. Era anche regalato ai bambini il giorno di Pasqua. I Cucù più belli li ho acquistati da Geppetto a piazza del Sedile 9

Altro artigianato tradizionale è quello orafo e vi consiglio i monili progettati da due artigiane che realizzano pezzi unici con pietre dure e materiali riciclati. Loro sono Elisa e Johanna, due designer molto originali

  • cosa mangiare

naturalmente il pane IGP di Matera, un pane con il lievito madre, a forma di cornetto,  croccante fuori e morbido dentro, di grano lucano, uno dei migliori d’Italia.

cialledda, chiamata anche la colazione del mietitore, un avanzo di pane raffermo condito con pomodoro, origano e sale e con l’aggiunta di patate e cipolle.

il ceccio fritto, i resti della pasta lievitata fritta e passata nello zucchero

una zuppa di legumi con farro e grano chiamata la crapiata

i peperoni cruschi, altro prodotto IGP. Polverizzati in un mixer diventano il condimento per la pasta

piatti di carne delle mucche podoliche

il marro, un involtino di interiora di agnello

le strazzate materane, dolcetti a base di albumi e mandorle

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