Una location da cartolina, un complesso di strutture di lusso situate nel punto più suggestivo di una grande città d’arte, una cucina creativa, elegante, territoriale in modo raffinato, per completare un’esperienza con pochi eguali. Visitare gli alberghi della Lungarno Collection della famiglia Ferragamo significa scoprire scenari da copertina, ambienti nei quali il design ricercato contribuisce a costruire atmosfere di grande impatto. A completare un contesto di questo tipo non poteva che esserci una cucina di grande livello, che trova la sua espressione nel ristorante Borgo San Jacopo, guidato dal 2014 dallo chef Peter Brunel.

Classe 1975, originario della Val di Fassa, Peter Brunel può annoverare nel suo curriculum alcune esperienze di altissimo livello: Villa Negri a Riva (stella Michelin), Villa Cimbrione a Ravello, il ristorante Chiesa a Trento. Un ristorante con una splendida vista sull’Arno, che propone interessanti menu degustazione: uno ispirato ai classici sapori toscani – “La mia Toscana” – interpretati con fantasia dallo chef, l’altro dedicato alla patata – “Variazioni sul Tema Patata” – che nelle mani di Peter Brunel si trasforma in pietra, spaghetto o gelato ed infine il nuovo “Ortaggi” che non è un semplice menu vegetariano ma un percorso per far conoscere alcune tra la famiglie degli ortaggi più amati, dedicando ad ognuna di loro un piatto: ed ecco che abbiamo radici, bulbo, tubero, foglia, fiore, stelo e frutto.

Ed è qui che si svolgono le cene “Spoon”, eventi conviviali all’insegna dell’arte gourmet in un ambiente raffinato ma informale, con i migliori chef del panorama internazionale. L’ultimo appuntamento in calendario ha visto Andrea Berton del ristorante Berton di Milano (1 stella Michelin), affiancare Peter Brunel per proporre un menu di grande impatto, completano da un piatto di Fausto Arrighi, ex Direttore responsabile della Guida Michelin, e Loretta Fanella, pasticcera di fama internazionale. Cena aperta dalle tapas a base di tartufo di Cristiano Savini (praticamente irresistibile la crema di patate) e dalla prima portata, dello chef Berton, un “Grissino di baccalà, senape e paprika dolce con Sfera di parmigiana di melanzane”, piatto ricco di contrasti, consistenze, un connubio di sapori estremamente intenso. È stato poi servito il “Cappuccino di cipolle e prosciutto” di Fausto Arrighi, nel quale l’essenza della cipolla era resa equilibrata da una eccellente preparazione dal punto di vista tecnico.

La cena è proseguita con un’altra portata di Andrea Berton, il “Brodo di prosciutto crudo, merluzzo sfogliato, pane al prezzemolo e rapanelli”: ottima cottura e consistenza del pesce, interessante abbinamento alla sapidità del brodo, un piatto stimolante per il palato. “Il cinghiale in cinta”, ovvero i Bottoni di cinghiale con fondo di cinta senese, carote, cipolle, rosse e asparagi, giunge in tavola con tutta la sua intensità, un concentrato di sapore, diretto, senza filtri, a cui è stata però donata una veste elegante, una vera esperienza gustativa. La penultima portata è sicuramente la più complessa: il “Pollo di Bresse e polpo, pastinaca, lumache, cipolle borretane e salsa acida di pollo allo zafferano” ci pone dinanzi ad un gioco caratterizzato dall’utilizzo di tante materie prime, salse, cotture, contrasti, per un risultato finale che fa nascere più di qualche spunto di riflessione. Affidare la chiusura ai dessert di Loretta Fanella è sempre un’ottima scelta, e mai come in questo caso la conferma giunge immediata con la “Millefoglie di panna e fragole”: freschezza, dolcezza non stucchevole, acidità, ogni assaggio un’emozione.

Una cena straordinaria per il contesto, per la possibilità di conoscere appassionati ed addetti ai lavori con cui confrontarsi sui piatti. Una serie di portate alternate con grande armonia: le cene Spoon sono un appuntamento da segnare sulla vostra agenda.

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